Dieta mediterranea basso impatto ambientale esempio


Per riassumere tutti i princìpi della dieta mediterranea e far presa sulla popolazione fu proposta negli anni '90 una semplice piramide alimentare che riportava la distribuzione in frequenza e quantità degli alimenti nell'arco della giornata.Per approfondire: Video: Com’è Nata la Dieta Mediterranea?Dal punto di vista nutrizionale, la dieta mediterranea rappresenta un modello alimentare sano ed equilibrato nell’apporto di carboidrati (55-60%), proteine (10-15%) e grassi prevalentemente di origine vegetale (30%); pochi grassi di origine animale e poca carne.Il termine dieta è comunque improprio poich, più che di un vero e proprio programma dietetico, si tratta di uno stile alimentare fatto di regole e di abitudini ispirate alla tradizione mediterranea.In questo sito, come in molti altri, si parla spesso di dieta mediterranea.L'ipotesi iniziale di Keys era a quel punto confermata e la dieta mediterranea fu proposta al mondo intero come il regime alimentare ideale per ridurre l'incidenza delle cosiddette "malattie del benessere" A partire dagli anni '70 si cercò pertanto di diffondere le abitudini alimentari tipiche della dieta mediterranea anche negli Stati Uniti.Un’ulteriore buona ragione per “riscoprire” tutta la bontà dei piatti della nostra tradizione.Per produrre un solo hamburger occorrono infatti 2.400 litri di acqua (l’allevamento del bestiame richiede un forte consumo idrico, in quanto gli animali da una parte devono abbeverarsi e dall’altra consumano foraggio, che deve essere costantemente irrigato), rispetto ai 200 litri di acqua necessari per produrre un piatto di pasta e ai 25 litri di acqua necessari per la coltivazione di una patata.Ma la dieta mediterranea - soprattutto in contrapposizione a regimi alimentari ad alto contenuto carneo - è anche caratterizzata da un basso impatto ambientale.La dieta mediterranea è inoltre ricca di altri nutrienti benefici: per esempio l’acido oleico dell’olio extravergine di oliva e gli acidi grassi omega-3 del pesce (entrambi riducono i livelli di colesterolo nel sangue contribuendo a limitare il rischio di patologie cardiovascolari); le fibre, le vitamine e i sali mineralicontenuti nella frutta e negli ortaggi; il calcio (fondamentale per la salute delle ossa e dei denti) che troviamo nel latte e nei formaggi; il licopene, un potente antiossidante naturale contenuto nel pomodoro, che contrasta i danni provocati dai radicali liberi.I nutrizionisti parlano sempre più spesso della dieta mediterranea, che coniuga gusto e benessere (e ha anche il vantaggio di avere un costo piuttosto contenuto).Da questa osservazione nacque l'ipotesi che la dieta mediterranea fosse in grado di aumentare la longevità di chi la seguiva.Negli anni '50 del secolo scorso, Ancel Keys, un nutrizionista americano, si accorse che le popolazioni del bacino mediterraneo erano meno suscettibili ad alcune patologie rispetto agli statunitensi.In questo libro furono riportati i risultati del famoso "Seven Countries Study", che per vent'anni monitorò dieta e condizioni di salute di 12.000 persone di età compresa tra i 40 ed i 60 anni, residenti in diversi Paesi come Giappone, USA, Olanda, Jugoslavia, Finlandia e Italia.